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Storia

 

Storia

1. Cenni storici
La parte centrale dell'attuale Uzbekistan, intorno alle città di Samarcanda e Bukhara, corrisponde all'antica provincia persiana di Sogdiana, occupata da Alessandro Magno. La regione, divenuta parte del mondo islamico in seguito alla conquista araba nell’VIII secolo, si costituì poi in impero sotto la dinastia indigena dei Turchi Samanidi (IX secolo). Dopo l’invasione dei mongoli di Gengis Khan nel 1220, la regione divenne nel XIV secolo il centro dell’impero di Timur (Tamerlano) (1336 - 1405) e della dinastia dei Timuridi, che fecero di Samarcanda la loro capitale. Con il tempo, e con l’arrivo degli uzbeki nel 1500, il territorio si divise in khanati indipendenti (Khiva, Buchara, Kokand),
sottomessi dall'Impero Russo tra il 1865 ed il 1876. La Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka nacque nel 1924, entro confini disegnati da Stalin che solo in parte ricalcavano le linee di divisione etnica o quelle orografiche o idrologiche . Il 31 agosto 1991 l’Uzbekistan dichiarò la propria indipendenza e nel dicembre dello stesso anno aderì alla Comunità degli Stati Indipendenti.
Situata sulla Via della Seta, la regione ebbe un importante ruolo storico nel dialogo fra le diverse civiltà e, sia durante il periodo pre-islamico che successivamente, fu la culla di un’avanzata cultura religiosa, scientifica e tecnologica, testimoniata fra l’altro dalla  predicazione di Zoroastro, delle scoperte (algebra, algoritmo) del matematico Al-Khoresmi (786 850) dall’insegnamento del filosofo Avicenna (980 – 1037), di cui l’importantissimo "CANONE" di medicina e dalla raffinata arte dei locali maestri artigiani. La sua prosperità, dovuta alle intense relazioni economiche internazionali, entrò in una fase di progressivo declino a partire dalla svolta dei secoli XV e XVI, quando le navi di Vasco da Gama aprirono la via marittima dall'Europa all'India e, successivamente, verso la Cina. La regione perse la sua importanza economica e strategica e diventò una periferia politica ed economica. Il potenziale tecnologico dell'Asia Centrale si trovò escluso dallo sviluppo mondiale per circa tre secoli, fino alla conquista dei khanati da parte dell'Impero Russo.

 



2. La lingua uzbeka
L’ Uzbeko (e non più il russo) fu dichiarato lingua ufficiale dell’Uzbekistan nell’Ottobre 1989. In Uzbekistan esistono altre lingue come il Tagiko, Karluko, il Chigile, l’Uighur, il Kipchak, l’Oghuz, il Qurama, il Lokharye, il Sart ed altre ancora che differiscono dall’uzbeko ufficiale per sistema fonetico, struttura grammaticale e lessico. L’uzbeko fa parte del gruppo di lingue Turche dell’Est (o Karlik) che a loro volta sono sottogruppo della famiglia delle lingue Turche Comuni (turco, azero, tartaro, kyrgyzo, kazako). In passato, con la conquista araba del IX sec., la lingua uzbeka utilizzava i caratteri dell’alfabeto Arabo. Verso la fine degli anni ’20 del XX sec., si passò
dall’alfabeto Arabo a quello latino. Nel 1940 il sistema di scrittura subì un altro cambio, da quello latino all’ odierno cirillico. Attualmente, l’uzbeko è scritto in caratteri latini, invece del cirillico della lingua russa.


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