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barriere_tariffarie

 

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Barriere tariffarie
Le barriere tariffarie a sostegno dei prodotti made in Uzbekistan sono elevatissime e sono diretta conseguenza della strategia governativa tesa a sostituire le importazioni, soprattutto di merci di consumo, con beni locali. Oltre a penalizzare le importazioni, taluni operatori lamentano che l’elevato livello dei dazi doganali potrebbe aver provocato sensibili forme di corruzione. Nonostante le pressioni internazionali a che il Governo liberalizzi le proprie politiche commerciali, e’ verosimile che, almeno nel medio termine, le misure adottate per proseguire nella politica di sostituzione delle importazioni restino inalterate. La continua presenza di queste barriere, tariffarie e non, contrasta fortemente con la manifestata intenzione di aderire al sistema GATT / WTO. Si segnala, invece, la mancanza di concrete riforme liberalizzanti il commercio.

Barriere non tariffarie
Le barriere non tariffarie sono molteplici e spesso di difficile interpretazione. Tra le più ricorrenti rientrano la tutela della salute pubblica e la non conformità alle norme tecniche uzbeke.

Violazioni delle norme sulla tutela dei diritti di proprietà intellettuale
Nonostante alcuni recenti, importanti sequestri, tali violazioni rimangono frequenti, soprattutto per quanto riguarda la protezione dei marchi industriali e delle opere dell’ingegno, la cui commercializzazione, a prezzi irrisori, e’ di larghissima diffusione. I diritti di proprietà intellettuale sono riconosciuti a livello costituzionale con la previsione del diritto a “godere delle opere del proprio ingegno” e sono disciplinati da disposizioni codicistiche, civile e penali oltre ad una serie di disposizioni normative adottate a partire dal 2003. In aggiunta, il Paese e’ firmatario dei principali trattati e convenzioni internazionali quali la Convenzione di Berna, la Convenzione di Parigi, la Convenzione di Roma e il Trattato di Ginevra sulla protezione dei marchi. In realtà, nonostante la presenza di un ampio corpus normativo e della previsione di sanzioni sia pecuniarie sia detentive, di fatto, come e’ stato certificato dal rapporto del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti del 2010, i risultati raggiunti dal Paese per la tutela della proprietà intellettuale sono stati molto scarsi. Se da un lato sono state introdotte nuove leggi e regolamentazioni volte a proteggere i diritti in questione, il mercato e’ tuttora dominato dalla presenza di prodotti pirata, venduti liberamente senza essere contrastati dalle autorità.


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